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Quando Verdi inizia la carriera di operista, nel 1839, Bellini è deceduto da
qualche anno, Donizetti entra nella fase finale della carriera, Rossini non
compone più opere da una decina d'anni. In quel contesto, ancora in bilico
fra tradizione classicista e innovazione di gusto romantico, la comparsa del
giovane compositore ha l'effetto di una irruzione inattesa e per molti versi
stupefacente. Tutta la carriera di Verdi si sarebbe sviluppata in quella
direzione: sino alla fine, quando, nel 1893 con il Falstaff, l'ottuagenario
compositore si concede per l'ultima volta il piacere di stupire il pubblico
e la critica con la sua opera più originale e inattesa. Per queste ragioni,
nessuno meglio di Verdi impersona l'evoluzione del teatro musicale italiano
dell'Ottocento, dagli ultimi bagliori della tradizione classica ai presagi
dell'esperienza novecentesca: a quella straordinaria vicenda artistica è
dedicato l'ipertesto sugli aspetti salienti della vita e dell'opera del
compositore.
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