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Mercoledì 4 novembre - Mark Turner Quartet per ParmaJazz Frontiere PDF Stampa E-mail

mark turner quartet © John Rogers/ECM RecordsMark Turner Quartet


Mark Turner | sax tenore
Avishai Cohen | tromba
Joe Martin | contrabbasso
Obed Calvaire | batteria


Sala dei Concerti ore 20:30

La musica di Mark Turner è uno spazio aperto, una distesa morbida e lineare dove si distribuiscono senza soluzione di continuità dolci avvallamenti armonici e rilievi melodici dai lunghi contorni. Il suo sax ha un suono denso e brillante assieme, un corpo vibrante che sa distendere la sua materia timbrica su un tessuto espressivo fatto di linee continue e multiformi, abbellite di tanto in tanto da arzigogoli discreti, dove le note si raggruppano rapide e sapide, per poi ritornare a distribuirsi lungo la linea del suo personale orizzonte compositivo.
Una dimensione creativa che trova una significativa dimensione compiuta nell’ultimo lavoro discografico che il musicista americano ha realizzato con l’etichetta ECM di Manfred Eicher. Si tratta di Lathe of Heaven, cd uscito lo scorso anno e che coinvolge tutti i musicisti impegnati al suo fianco anche in questa occasione, fatta eccezione per la batteria di Obed Calvaire che sostituisce Marcus Gilmore, presente invece nel disco.

Già in questo lavoro composto da sei lunghi brani, tutti firmati dal sassofonista, troviamo rimandi differenti, dal riferimento letterario diretto contenuto nel brano che titola l’album e che richiama il romanzo di fantascienza del 1971 di Ursula K. Le Guin, agli omaggi a Miles Davis, Wayne Shorter o Stevie Wonder. Personaggi che abitano l’ideale mondo di Turner, un musicista capace di assemblare lunghi pannelli espressivi intrecciando il suono del suo strumento con l’intensa tromba di Avishai Cohen e il corposo basso di Joe Martin. Un mondo musicale che ci conduce in ambiti timbrici dilatati, con lunghe frasi sostenute da armonie distese, spazi quasi astratti dove abbandonare la fantasia a libere ed estemporanee peregrinazioni, ma dove anche un “solo” di contrabbasso (vedi il brano Sonnet for Stevie) può preludere a dialoghi strumentali più diretti e confidenziali.

Alessandro Rigolli

PROGRAMMA COMPLETO

Costo del biglietto: 15€
Ridotto 12,00 € (under 18, over 60 e studenti universitari)

 
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