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Casa della Musica | Friday 24 November 2017
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Il mondo in tasca. Storia della radio portatile dagli Anni '20 agli Anni '50

Il mondo in tasca
Storia della radio portatile dagli Anni '20 agli Anni '50

Parma
Casa del Suono

Ideazione e direzione
Eleonora Benassi

Organizzazione
Istituzione Casa della Musica

Ufficio Stampa
Vincenzo Raffaele Segreto

                                             

                                    

il mondo in tasca - locandina
 

 

La mostra
Con i suoi oltre 400 pezzi, testimonianza di un'appassionata raccolta durata quasi quarant’anni, la collezione di Don Giovanni Patané (1924-2000) parroco di Gaione (Parma) è dal 2008 esposta alla Casa del Suono in un’accurata selezione tra apparecchi fonografici, grammofonici e radiofonici, per ripercorrere oltre un secolo di storia dell’evoluzione tecnologica della riproduzione sonora. Solo una parte di questo imponente lascito donato al CNIT di Parma (Consorzio Nazionale Interuniversitario per le Telecomunicazioni) e oggi conservato presso l’Istituzione Casa della Musica è attualmente visibile, motivo questo che ha portato all’idea di offrire ai visitatori un nuovo allestimento in cui poter scoprire altri pezzi – molti dei quali qui esposti per la prima volta – legati dal filo conduttore della storia della radio portatile.
Gli apparecchi di questa mostra collaterale all'esposizione permanente di Casa del Suono coprono un periodo che va dagli anni ’20 agli anni ’50 del Novecento, per concentrare l'attenzione su quel momento di passaggio in cui la radio, lasciata alle spalle la fase pionieristica della ricezione a galena, si avvale ora della “tecnologia” a valvola termoionica (o tubo a vuoto) che diventa sinonimo di avanzate prestazioni nella qualità di ricezione, sempre più diffuso affrancamento dall'uso di ingombranti amplificatori o cuffie per l'ascolto e nascita di un mercato con prezzi meno proibitivi, in grado quindi di renderla non più un apparecchio alla portata di pochi appassionati e tecnici della trasmissione via etere, ma medium di intrattenimento, informazione e diffusione culturale: una presenza insomma sempre più diffusa nello stereotipo del focolare domestico del XX secolo.

L'immagine della mostra è un particolare tratto dalla pubblicità per radio portatile Marconi, tipo 55, tratta dal “Radiorario”, n.15, 1929

In mostra
Apparecchi radiofonici e componentistica della collezione Don Giovanni Patané


Gli apparecchi esposti

A.W.B. (Apparate-Werk Bayern)
Ricevitore portatile per motocicli, Germania, prima metà anni '50

BRAUN
Modello tipo Koffer Super BSK237, Germania, anni '30

EMERSON ELECTRONICS
Modello A737, Firenze, Italia, 1955-1957

MARCONIPHONE
Modello T36AB, Gran Bretagna, 1954

MOTOROLA
Modello 804, U.S.A., 1949

PORT-O-MATIC
Ricevitore portatile a 5 valvole, New York, U.S.A., fine anni '30

RADIO LABORATORIO PARMENSE
Ricevitore a 4 valvole autocostruito, Parma, Italia, 1925-1927

RADIOMARELLI
Modello Fido II (9U65F), Milano, Italia, 1946 ca.

RCA (Radio Corporation of America)
Modello RADIOLA 26, U.S.A., 1925-1926

SAFAR (Società Anonima Fabbrica Apparecchi Radiofonici)
Modello 527A, Milano, Italia, 1946-1947

SNAP
Modello MICRO, Francia, 1923

ULTRA ELECTRIC
Modello Coronation Twin del Luxe R906, Gran Bretagna, 1953 ca.

UNIVERSAL BATTERY CO.
Modello Universal Superheterodyne Radio, U.S.A., 1933 ca.

WATT RADIO
Modello Cucciolo, Torino, Italia, 1940 ca.


La radio che si racconta attraverso gli apparecchi qui esposti, è una compagna della vita fuori casa. In questo susseguirsi di modelli si testimonia un'evoluzione sorprendentemente veloce: le linee dei primi esemplari anni '20, eleganti anche se ancora piuttosto squadrate – perché ritenute più funzionali ai primi utilizzi all'aperto – vedono cedere il posto nel corso degli anni '30 (e più ancora negli anni '40 e '50) a esempi di design leggero - talvolta incredibilmente avveniristico – in perfetta armonia con l'utilizzo fuori casa e dove al legno e metallo si vanno via via sostituendo nuovi materiali più leggeri e malleabili come la bachelite e infine la plastica.
Diffusa sarà poi la moda di mascherare la radio dietro le fattezze di valigette, macchine fotografiche, libri e tanti altri oggetti di uso comune che ora, con un semplice gesto, si accendono e diffondono musica a tutte le ore del giorno. La radio portatile creerà dunque un vero e proprio spartiacque nel modo di ascoltare musica e informazione, allontanandosi dal cliché che a partire dagli anni '30 vede nell'apparecchio radiofonico un vero e proprio status symbol, con fattezze e dimensioni che richiamano gli arredi nei salotti della buona società.
E se da una parte l'attenzione è catturata dall'estetica, altrettanto interessante è scoprire che dentro a queste scatole più o meno “portatili” e accattivanti nell'aspetto, si nasconde un'altra sostanziale rivoluzione che va al cuore stesso della tecnologia di trasmissione via etere.
Le valvole - subentrate da tempo al circuito a galena dei primi apparecchi radiofonici tuttavia ancora in uso nei primi anni '20 del Novecento - hanno liberato l'ascoltatore dal vincolo d'utilizzo della cuffia ed ora con la radio portatile si riducono di dimensioni, potenziando le prestazioni di ricezione senza dover ricorrere ad  amplificatori e trombe per l'ascolto.
Nuova compagna di gite e passeggiate all’aria aperta, la radio diffonde ora le note di successi come Parlarmi d’amore  Mariù  che diventano le prime colonne sonore degli amori giovanili, così come le frizzanti voci di Natalino Otto e Alberto Rabagliati accompagnate dalle orchestre dell'EIAR (Ente Italiano Audizioni Radiofoniche) dirette da Cinico Angelini o Pippo Barzizza, riempiono le ore della vita famigliare non più solo a casa ma ora anche fuori dalle mura domestiche, magari in automobile diretti verso le mete delle vacanze estive e nei luoghi di villeggiatura.
Parlando di radio non si può trascurare l'aspetto legato alla programmazione radiofonica che vedrà l'Italia vivere una fase iniziale piuttosto disordinata, dove un palinsesto  vero e proprio si strutturerà solo negli anni '30 e i programmi musicali in particolare saranno sottoposti a fortissime restrizioni dal governo italiano, soprattutto nei confronti di melodie e ritmi come il jazz e il boogie woogie che s'impongono con estrema facilità specie tra le giovani generazioni, soppiantando lentamente ma inesorabilmente le graziose canzonette e quelle melodie già un po’ retrò che parlano di languide promesse d'amore e sentimenti struggenti. Con l'irrompere anche in Italia dei ruggenti anni '50 americani, le scena musicale radiofonica dovrà lasciare spazio alle sonorità e a nomi tuttora immortali come Nat King Cole o Elvis Presley. Da lì al mondo del transistor il passo sarà incredibilmente breve e l'epoca della “radiolina” spazzerà via quasi trent'anni di storia, aprendo la strada alla musica beat, alla radio costruita intorno alle giovani generazioni, alle radio libere....ma questa è un'altra storia.

Particolare mostraParticolare mostra

   

Orari di apertura mostra

Casa del Suono
Dal mercoledì al venerdì dalle 10 alle 14
Sabato dalle 10 alle 18
Domenica dalle 14 alle 18


Contatti
Casa del Suono
Piazzale Salvo D'Acquisto – 43121 Parma
Tel. 0521 – 031103
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Piazzale San Francesco, 1 – 43121 Parma
Tel. 0521 – 031170
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