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Marted́ 25 ottobre Taxi driver, per “Cinema alla Casa della Musica” PDF Stampa E-mail

Taxi driver, la leggendaria pellicola
di Martin Scorsese per
“Cinema alla Casa della Musica”
Sala dei Concerti, ore 21, ingresso gratuito


« Ma dici a me?...Ma dici a me? Ehi con chi stai parlando? Dici a me? Non ci sono che io qui». Probabilmente tutti ricordano Robert De Niro che, davanti allo specchio, interpreta questo celebre monologo nel film protagonista del nuovo appuntamento della rassegna “Cinema alla Casa della Musica”, dedicato infatti a “Taxi driver”, un film del 1976 che appartiene ormai alla leggenda del cinema, col quale Martin Scorsese riuscì a inventare, tra profezia e realismo, un futuro i cui connotati sono la cronaca dei nostri anni: la proiezione è in programma il prossimo martedì 25 ottobre alle ore 21 nella Sala dei Concerti della Casa della Musica, come sempre ad ingresso gratuito.
“Taxi driver” fu l’ultima colonna sonora composta da Bernard Herrmann, che morì poco prima dell’uscita del film nelle sale cinematografiche. Alla sua memoria venne così dedicata la pellicola.
Il film è l’oscuro e spietato ritratto della decadenza americana degli anni ’70, gli anni conclusivi della guerra del Vietnam: e il protagonista è proprio un veterano in congedo di quella guerra, il tassista Travis Bickle (Robert De Niro), vittima come tanti reduci della solitudine e dell’insonnia, costretto a convivere con gravi disturbi psichici. Il vuoto della propria esistenza è costellato da pochi ed aridi rapporti umani come quello con Betsy, segretaria di un potente politico che dopo un primo fallimentare appuntamento con Travis decide di non volerlo incontrare mai più, o ancora con Iris, prostituta tredicenne (interpretata dall’allora giovanissima Jodie Foster) verso cui il protagonista riversa un desiderio di giustizia estremizzato al punto da innescare una escalation di violenza fatta di sparatorie e di un fallito tentativo di suicidio.
“Taxi driver” fu un film controverso per molte ragioni. Lo stesso regista Scorsese (che vi compare in un paio di fugaci inquadrature) dovette imporre ai colori della pellicola sfumature meno accese, per smorzare la violenza di alcune scene che sarebbero risultate troppo forti.
Robert De Niro, che per meglio immedesimarsi nel ruolo conseguì realmente la patente per il taxi guidandolo per le vie di New York, nei giorni di realizzazione del film era contemporaneamente impegnato sotto la regia di Bertolucci a girare in Italia un altro capolavoro, “Novecento”.

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