Si parte martedì 29 settembre con la presentazione di "Ballerina in rosso", il nuovo romanzo di Luigi Ferrari, musicologo e scrittore che intreccia narrazione storica, indagine psicologica e mistero. L’autore, in dialogo con la giornalista Mara Pedrabissi, parlerà del racconto che il suo libro snoda come un pellegrinaggio tra realtà e memoria nella Vienna del primo Novecento, sulla scia inquietante di un quadro perduto e di uno scandalo a lungo sopito, tra luoghi e personaggi che hanno segnato la crisi e la trasformazione del linguaggio dell'arte e della musica all'alba della temperie espressionista mitteleuropea.
Il secondo appuntamento si terrà mercoledì 14 ottobre: il Sovrintendente del Teatro alla Scala, Fortunato Ortombina, converserà con Mauro Balestrazzi, autore del volume "Il ritorno del Maestro. Toscanini, il fascismo, la guerra e la storica riapertura della Scala", edito da LIM. Una storia ricostruita attraverso titoli e articoli dei giornali dell’epoca e i preziosi documenti riservati della polizia politica conservati presso l’Archivio centrale dello Stato. L’11 maggio 1946 Arturo Toscanini diresse il concerto di riapertura del Teatro alla Scala, appena ricostruito dopo che i bombardamenti l’avevano parzialmente distrutto. Non fu soltanto un evento musicale, ma l’inizio di una nuova era per il paese, uscito da una terribile esperienza bellica e da una lunga e opprimente dittatura: una sorta di rito laico, celebrato dal vecchio maestro che tornava nel suo paese dopo otto anni di esilio e dopo essere diventato, con la forza della sua bacchetta, un simbolo della lotta al nazifascismo e dell’affermazione della libertà dei popoli.
La rassegna si conclude mercoledì 21 ottobre con un pomeriggio dedicato allo scenografo Gabbris Ferrari, pittore, scenografo, regista, drammaturgo e illustratore, che la storica dell’arte Ivana D’Agostino ha raccontato in un volume edito da Antiga Edizioni attraverso un lungo lavoro di ricerche tra documenti d’archivio inediti, opere d’arte, bozzetti, locandine, foto di scena. Ne parlerà con Marcello Morresi, che di Ferrari è stato allievo e ora trasmette la sua eredità agli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Bologna.