Anche quest’anno il Comune di Parma aderisce ad Archivissima, festival dedicato alla promozione e alla valorizzazione dei patrimoni archivistici, ideato da Promemoria e organizzato dall'associazione Archivissima. Il Festival accoglierà nel 2025 la nona edizione de “La Notte degli Archivi”, patrocinata dall’ANAI - Associazione Nazionale Archivistica Italiana, che si terrà su tutto il territorio nazionale venerdì 5 giugno.
Tema di questa nuova edizione è Quello che non c'è: un territorio rarefatto e potenzialmente fecondo di cose che non sono, perché non sempre quello che appare, o che riusciamo a scorgere, è quello che conta. In ogni archivio ci sono dei "vuoti": informazioni mai registrate, o cancellate più o meno volontariamente. Segreti taciuti, documenti scartati per ragioni di spazio, punti di vista non rappresentati, idee censurate, o semplicemente cose che in un archivio non possono entrare. Sarà bello ragionare sul senso dell'assenza, su cosa ci rivelano queste mancanze.
La Casa della Musica partecipa con la mostra temporanea "L’arte della luce e dell’ombra. La scena dipinta di Pierluigi Samaritani", allestita presso il Museo dell'Opera e dedicata alle scene e ai costumi di Pierluigi Samaritani, conservati da Casa della Musica-Archivio storico del Teatro Regio di Parma.
Pierluigi Samaritani (1942–1994) è stato uno dei più raffinati scenografi e costumisti italiani del Novecento, celebre per la sua capacità di unire rigore storico, sensibilità pittorica e una straordinaria attenzione alla luce come elemento drammaturgico. Le sue creazioni hanno contribuito a ridefinire l’estetica della scena lirica internazionale attraverso collaborazioni con importanti teatri e registi.
La mostra rende omaggio al suo linguaggio visivo, fatto di chiaroscuri, atmosfere evocative e scenografie che dialogano profondamente con la musica e la narrazione. Sono esposti bozzetti di scena e figurini di costumi originali realizzati per il Teatro Regio di Parma per Rigoletto (Stagione lirica 1986–1987) e Un ballo in maschera (Stagione 1988–1989), opere di cui fu anche regista. Le fotografie delle scene presenti in mostra permettono di rivivere le atmosfere create da Samaritani attraverso un sapiente uso della luce e del colore: dalle tonalità cupe e tragiche di Rigoletto ai raffinati contrasti tra brillantezza e inquietudine di Un ballo in maschera.