Il Voltapagine #22

Consigli di lettura a cura della Biblioteca Mediateca di Casa della Musica

 

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Ogni settimana sul pianoforte della Casa della Musica quattro libri in bella mostra da poter prendere subito in prestito: dalle ultime acquisizioni ai classici da riscoprire, dai saggi passati in sordina alle letture per i più piccini. Filo conduttore: la Musica!

I volumi proposti potranno esser prenotati telefonicamente al numero 0521.031174, negli orari di apertura al pubblico, oppure scrivendo all'indirizzo biblioteca@lacasadellamusica.it

 

Ravel e l’anima delle cose

di Enzo Restagno

Freddo cultore della perfezione secondo i detrattori, compositore di magnifica invenzione musicale per gli estimatori, Ravel aveva trionfato sulle scene francesi e d'oltreoceano. La gentilezza e il portamento avevano fatto di lui un perfetto dandy, il nitore della sua opera aveva allontanato dalla sua figura ogni sospetto di fatica creativa e complessità interiore. Eppure Maurice Ravel nascondeva in sé, e tuttora nasconde, qualità che solo la musica riesce a svelare. Affascinato da quell'umanissimo processo di trasmissione grazie al quale il tatto, la vista e l'uso quotidiano infondono un'anima alle cose, Ravel aveva popolato la sua musica di oggetti cui aveva dato voce. I meccanismi che si muovono nella bottega dell'orologiaio Torquemada nell'Heure espagnole e i mobili che arredano la casa in cui si svolge la vicenda dell'Enfant et les sortilèges sono parte di questo processo, che si spinge verso un orizzonte che solo un poeta come Proust è stato in grado di indagare con pari profondità. È questo orizzonte, questo Ravel, che Enzo Restagno cerca.

 

Con il nastro rosa. L'ultima canzone di Mogol e Battisti e la fine del sogno

di Donato Zoppo

18 maggio 1979. In una camera d'albergo di Zurigo Lucio Battisti dialoga un intero pomeriggio con un giovane giornalista. Sarà la sua ultima intervista. Il mese dopo è a Londra con Geoff Westley e uno staff di grandi musicisti inglesi: comincia la lavorazione di un album molto atteso, Una giornata uggiosa. Sarà l'ultimo disco di Mogol e Battisti insieme. Una separazione chiacchieratissima, quella tra i due principali protagonisti della musica italiana. Alla fine dell'album, con la copertina piovosa divenuta un'icona pop, una canzone celebre. La più citata nel linguaggio comune italiano. Quando chiudiamo una conversazione dicendo «Lo scopriremo solo vivendo», parliamo di Con il nastro rosa. Questo libro racconta la storia di una canzone che chiude il sipario su un decennio e su un sogno.

 

Così nuda così violenta. Enciclopedia della musica nei mondi neri del cinema italiano

di Alessandro Tordini

Da alcuni anni, il cinema di genere italiano dei Sessanta e Settanta vive una seconda giovinezza. Proliferano articoli, fanzine, ristampe in digitale di film, siti Internet, rassegne ed eventi dedicati alla commedia più o meno erotica dei Pierini, allo storico-mitologico dei Macisti, al western dei Sartana, allo spionistico degli agenti 077, all'avventuroso dei vari Sandokan, all'esotico di Emanuelle, alla fantascienza di serie B e soprattutto ai cosiddetti Mondi Neri, ampio sottogenere che include il gotico-horror, il giallo-thriller e il noir-poliziesco. Tali prodotti, nati spesso dalla fantasia di arguti mestieranti, riscuotono consensi popolari inimmaginabili, e così molti, da oscuri gregari, diventano oggetto di riscoperta e rinnovato interesse. Questo cinema "artigianale" beneficia di un vero e proprio valore aggiunto e spesso risolutivo: la colonna sonora musicale, frutto del lavoro di compositori, direttori d'orchestra, musicisti, solisti e strumentisti, noti e meno noti. Chi non ha provato brividi ascoltando le inquietanti note dei Goblin per Profondo rosso di Dario Argento o non ha trattenuto il fiato sulle partiture jazz-funk di Franco Micalizzi o Stelvio Cipriani per i polizieschi di Umberto Lenzi e Stelvio Massi? Chi non ha mai sentito parlare di Piero Piccioni, Riz Ortolani, Armando Trovajoli, Piero Umiliani, Giorgio Gaslini e i premi Oscar Ennio Morricone e Luis Bacalov, per citare solo i più famosi?

 

Storia illustrata del rock

di Susana Monteagudo, Luis Demano

Il rock non è nato in un giorno specifico e nemmeno fu inventato da una sola persona. Il rock è nato negli Stati Uniti dalla combinazione di diversi stili musicali quali il blues, il jazz, il country e il rhythm and blues. Negli anni Cinquanta diversi musicisti cominciarono a mescolare i generi senza rendersi conto che questa 'nuova' musica avrebbe scatenato una grande rivoluzione. "Storia illustrata del rock" racconta questa rivoluzione attraverso le band, i festival, le canzoni e gli album imprescindibili, le tribù urbane, gli stili, i supporti, i mezzi di comunicazione e le case discografiche, dagli anni '50 a oggi.

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