I bibliotecari di Casa della Musica propongono al proprio pubblico la seguente selezione.
- Onda su Onda: storie e canzoni nell'estate degli Italiani / Enzo Gentile
Molte delle canzoni per l'estate che hanno accompagnato le nostre vacanze, come una colonna sonora popolare e condivisa sotto l'ombrellone, hanno la magica capacità di illustrare storie e passioni, sapori e ritualità della società italiana. Nei decenni le vite degli artisti e le loro creazioni si sono intrecciate ai cambiamenti di costume e di linguaggio, alla cronaca e alla cultura, al boom economico e alle crisi di questo Paese. E così i tormentoni che hanno saputo fotografare gli anni Sessanta, poi tornati prepotentemente nelle stagioni successive, hanno avuto un potere di straordinario radicamento nella memoria collettiva. Seguendo questo filo, Onda su onda ci riporta a un'epoca composta da motivi e sonorità indimenticabili, modi di dire, invenzioni, radici e identità resistenti, traccia una panoramica delle mutazioni di una musica senza tempo, ben al di là di tutte le mode passeggere, attraverso il censimento di più di 300 canzoni di successo e con le voci e le testimonianze dirette di oltre 100 artisti e interpreti, dal 1960 fino a oggi. La narrazione ondeggia tra classifiche, radio e juke-box, abbracciando la storia d'Italia e riaccendendo ricordi, a due passi dal mare. Prefazione di Claudio Bisio. Postfazione di Enrico Vanzina. Con un inserto fotografico con 50 immagini rare o inedite scattate negli anni Sessanta.
- Oh, oh, oh, oh, oh: i Righeira, la playa e l'estate 1983 / Fabio De Luca
Estate 1983. Siamo ormai lontani dal campo gravitazionale del ’77, lontanissimi dal ’68, ma al tempo stesso non ancora soggiogati dal rampantismo e dal disimpegno che detteranno legge dal 1984 in avanti. Il presidente americano Reagan promette uno “scudo spaziale”, a Napoli nasce la prima “bambina in provetta” italiana, in casa Fiat o meglio a Cape Canaveral si lancia la Uno e dalle radio di tutto il paese esce l’inconfondibile “oh, oh, oh, oh, oh” di "Vamos a la playa" dei Righeira. Una delle tante canzonette in cima alle classifiche di vendita dei 45 giri? Non proprio, perché "Vamos a la playa" è diversa da qualsiasi altra canzonetta mai sentita prima. Ha una linea melodica irresistibile, che subito si ficca in testa e non va più via. Un testo (in spagnolo!) che parla di una bomba atomica e della fine del mondo. E due ragazzi a cantarla, Johnson e Michael Righeira, che per poter partecipare alla finale del Festivalbar, l’evento estivo per eccellenza, devono chiedere una licenza dal servizio militare. Nell’estate 1983 quel tormentone lo conoscevano (e lo cantavano) tutti, anche e soprattutto chi lo detestava. Un caso oggi inimmaginabile di pop realmente universale, onnipresente, che parlava a tutti, in ogni occasione. Fabio De Luca incontra i protagonisti di quegli anni e della musica italiana di oggi – Johnson Righeira, Carmelo La Bionda, Linus, Claudio Cecchetto, Carlo Massarini, Francesco Bianconi, Antonella Ruggiero, Jovanotti, Max Pezzali, Roberto D’Agostino e molti altri – e racconta, con un amore contagioso, un’estate e un’Italia vivacissime, indimenticabili.
- Giuni Russo: da un'estate al mare al Carmelo / Bianca Pitzorno
Il 14 settembre 2004 moriva Giuni Russo. Questa è la storia della sua vita come lei stessa l'avrebbe raccontata e come di fatto la raccontò nel corso di una lunga amicizia all'autrice di questo libro. È la storia di una voce straordinaria, di un tormentato rapporto con l'industria discografica, euforica per l'enorme successo di canzoni come "Un'estate al mare", diffidente nei confronti della voglia di Giuni di sperimentare strade nuove e di praticare, con dieci anni di anticipo, quella "musica di confine" che più tardi avrebbe conquistato il mondo. È la storia di un'artista orgogliosa del proprio valore ma aperta alle influenze e alla collaborazione dei compagni di strada, primo fra tutti Franco Battiato, che da vero amico le rimase accanto anche nei momenti più difficili. È infine la storia di un'anima inquieta, di un itinerario spirituale che l'avrebbe condotta alla mistica del Monte Carmelo e poi proporre al grande pubblico la musica sacra di tutte le religioni del mondo.
- Desiderare Bowie / Massimo Palma
David Bowie è stato molte cose insieme – icona pop, artista sperimentale, attore, pittore – e ha dato vita a mille maschere diverse: da Major Tom a Ziggy Stardust, dal Duca Bianco a Button eyes. Inglese fino al midollo, ma alieno in ogni luogo, ha trovato casa e ispirazione in America e a Berlino, per poi partire ancora. Ha interpretato la sua arte come una sfida, come un test per il pubblico e per se stesso, scandagliando paure e desideri della società. Dalla migrazione alla follia, dal gender trouble agli eccessi tossici fino al mostro e al potere, la musica di Bowie corteggia questi motivi, li rende orecchiabili, insinuandoli in ogni ascolto. Le sue canzoni scelgono la marginalità e la mettono al centro, ma nascondono anche questioni che lo hanno indotto a flirtare con il lato oscuro del Novecento e hanno segnato profondamente la sua biografia. Fin dove può spingersi la ricerca ossessiva di sé come merce desiderabile? Fin dove arriva il Bowie-prodotto? E ancora: cosa sa di sé un artista che suggestiona così fortemente il suo pubblico, che lo domina? Perché “noi, contemporanei di Bowie, ora postumi di Bowie, ne siamo spettatori tanto quanto lui lo è stato di se stesso”. A dieci anni dalla morte e contro ogni innocua e pacificata beatificazione, Massimo Palma, filosofo e critico musicale, racconta l’artista – e l’uomo – come nessuno ha mai fatto prima.
- Eterni: vite brevi e romantiche di grandi compositori / Elisa Giobbi
Purcell, Pergolesi, Mozart, Schubert, Bellini, Mendelssohn, Chopin, Bizet e Gershwin: nessuno è arrivato ai quarant'anni. Brevi vite che hanno patito enormi tormenti fisici ed emotivi; un destino che, come per dispetto, ha accompagnato la loro straordinaria sensibilità con la fragilità del corpo e il tormento dell'anima. Esistenze fugaci e intense quasi quanto quelle delle rockstar della fine del Ventesimo secolo, la cui scomparsa è, come per molti di questi grandi, ugualmente avvolta nel mistero. Elisa Giobbi, come sottolinea Arturo Stàlteri nella sua prefazione, ci racconta la vita e le opere di questi eccelsi compositori scomparsi troppo presto. Lo fa con lucidità, senza compiacimenti e, tuttavia, con affetto. Li ama e li fa vivere di nuovo quei personaggi che hanno attraversato l'esistenza respirando più musica che aria. Proprio la "loro" musica, alla fine, ha vinto: è ancora qui con noi e, quindi, lo sono anche i suoi artefici. Li sentiamo vicini, soffriamo, ci esaltiamo con loro e ci troviamo a condividerne debolezze e amore per la vita.
- Lucio Corsi: volevo essere strano / Donato Zoppo
La Maremma e le astronavi, dinosauri, bestie selvatiche e Sanremo, una faccia pittata di bianco all’Eurovision, Topo Gigio, la canzone d’autore e tante chitarre elettriche. A un anno dal trionfo con Volevo essere un duro, Lucio Corsi ha scoperto una straordinaria popolarità senza venire meno alla sua diversità. Ha portato al Festival sé stesso, la sua musica a cavallo tra rock song, glam anni Settanta e tradizione cantautorale italiana. Con quattro album e centinaia di concerti all’attivo, compreso un tour europeo, il ragazzo di Grosseto cresciuto ad arte e cucina toscana, attraverso le sue esibizioni ci «insegna che la musica è come lo yoga: è buona quando si esprime in purezza, quando è libera dalla zavorra del risultato, dall’assillo del consenso. Onesta e leggera. Strana, ma neanche tanto». La poetica, la formazione e l’ispirazione, gli esiti musicali: in queste pagine Donato Zoppo segue le tracce di un giovane artista con una carriera in divenire, alla sua prima «vigorosa falcata rock».
- Il chewingum di Nina Simone / Warren Ellis; prefazione di Nick Cave
Warren Ellis è un musicista quasi leggendario della scena rock anglosassone, che da molti anni collabora stabilmente con Nick Cave e il suo gruppo, i Bad Seeds. La storia che racconta in questo libro ruota attorno a una gomma da masticare. Quella che un gigante della musica americana, Nina Simone, masticava con spavalderia quando si presentò davanti al pubblico del suo ultimo concerto londinese, il 1° luglio 1999 - Nina morirà quattro anni dopo. Ellis, che ricorda quel concerto come un'esperienza quasi trascendentale, raccolse il chewing-gum dal pianoforte su cui Nina lo aveva lasciato, e lo conservò per anni. Dalle vicende di questa piccola reliquia e del suo stravagante possessore nasce una specie di memoir dedicato alla musica, alla capacità degli oggetti di racchiudere ed evocare il tempo passato, a Nick Cave e Nina Simone e soprattutto al processo creativo. La gomma da masticare di Nina Simone entra ed esce da questa storia, costellata di fotografie e immagini, e acquista con il passare degli anni diversi significati, così come fanno i ricordi, che mutano con il mutare di chi li porta. Un libro di grande piacevolezza e capacità evocativa.
- Storie di straordinaria fonia: dagli studi Rca alle grandi produzioni live / Foffo Bianchi
La musica italiana da una prospettiva inedita: quella di Rodolfo “Foffo” Bianchi, musicista, produttore e ingegnere del suono che racconta cinquant’anni di storia della canzone con fatti, curiosità e aneddoti. Il frutto di una straordinaria carriera tra studi di registrazione e palchi. Gli esordi da sassofonista e cantante che lo portano fino al Festival di Sanremo, nel 1969. Gli anni da produttore della RCA, in cui realizza dischi leggendari con Renato Zero (Invenzioni, Trapezio, Zerolandia, Zerofobia), Patty Prav (Incontro, Tanto), Rino Gaetano (Aida, Nuntereggae più), Anna Oxa (Oxanna), Claudio Baglioni (Solo, E tu come stai?) e con le grandi band del progressive italiano (Il Rovescio della Medaglia, The Trip, Quella vecchia locanda, Perigeo, Banco del Mutuo Soccorso). Gli anni da ingegnere del suono per tournée straordinarie con Dalla e Morandi, Pino Daniele, Enrico Ruggeri, Ron, Nicola Arigliano e Ligabue. La grande avventura con Elio e le Storie Tese, di cui è il solo e insostituibile fonico dal 1997. Un libro per chi ama la storia della canzone italiana e per chi è curioso di scoprire come sono stati realizzati dischi storici e grandi concerti.
- Tormentoni! La filosofia nel juke-box / Peter Szendy
Mina, Alberto Lupo e Walter Benjamin. Kierkegaard e i Daft Punk. Boris Vian. Nessuno può indovinare il segreto del successo di una canzone, la qualità che eleva musica e parole al titolo di "tormentone" (tube in francese) per accompagnare e persino infestare nei modi più diversi le nostre singole esistenze. Certamente è qualcosa che ha a che fare, paradossalmente, con la banalità, con la scambiabilità totale della musica popolare. Ma bisogna elevare le canzoni al rango di oggetti filosofici - sostiene il filosofo Peter Szendy rileggendo il Benjamin dei 'passages' - per capire che esse, proprio come il denaro per la merce e il desiderio, sono la moneta di scambio delle nostre emozioni. Per questo - come sosteneva Wittgenstein - le canzoni si incastrano nei nostri pensieri e sentimenti. E non ci lasciano più. "Tormentoni!" è la guida indispensabile per comprendere come alcune canzoni diventino parte della nostra cultura, delle nostre vite. Un saggio acuto e spiritoso sulla forma d'arte più popolare e universale: la musica.
- Quando arriva la musica / Ilaria Tagliaferri
La prima cosa che ho scritto di questo libro è stata il finale. Avevo voglia di raccontare un momento lontano che mi era tornato in mente quasi per caso, come succede a volte quando si smette di dar retta ai pensieri aggrovigliati e ne arriva uno che prende forma da solo, limpido, luminoso. Era un ricordo legato al mio babbo e al suo sguardo, e ho buttato giù qualche riga cercando di rammentare dove eravamo quando è successo, quali fossero i colori, le forme della campagna che avevamo intorno. In Quando arriva la musica la campagna compare spesso, perché è un libro dove racconto una parte della mia infanzia e la campagna ne è stata la cornice: una cornice per niente “rileccata”, come si dice a Firenze quando si intende qualcosa di sistemato e composto, fin troppo perbene, quasi di finto. La mia campagna è stata quella dove erano cresciuti i miei genitori, quella dei loro paesi d’origine; io l’ho vissuta negli anni Ottanta e loro ai tempi della guerra, e l’ho sempre sentita, fin da piccolissima, come un luogo affascinante, misterioso e benevolo allo stesso tempo e, soprattutto, pieno di storie. Me le raccontavano mio padre e mia madre, le storie del loro passato, ma le vivevo anche io, le storie vere e immaginarie, soprattutto quando trascorrevo in quei paesi piccoli, tra Romagna e Toscana, le lunghe estati arroventate dell’era delle spalline imbottite sui vestiti e dei capelli laccati oltre ogni misura...
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