Silenzio in sala a tempo di musica

Domenica 17 gennaio, alle ore 18, lo streaming del terzo concerto della rassegna nata dall'incontro tra il Comitato Amur e il fotografo Daniele Ratti

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Il violino di Federico Guglielmo e L’arte dell’Arco Ensemble (Francesco Galligioni – violoncello, Roberto Loreggian – clavicembalo) saranno i protagonisti, domenica 17 gennaio, alle ore 18, del terzo appuntamento della rassegna Silenzio in sala a tempo di Musica, nata dal dialogo tra il Comitato Amur e il fotografo Daniele Ratti e che coinvolge le realtà che fanno capo al Comitato e che si identificano nelle più importanti istituzioni operanti nella musica classica. Per seguire il concerto in streaming, ci si potrà collegare al sito ufficiale del Comitato Amur.

É inoltre possibile rivedere i primi due appuntamenti della rassegna (sito del Comitato Amur); domenica 3 gennaio è stata La Società dei Concerti di Parma con I Filarmonici di Busseto ad inaugurare la stagione mentre domenica 10 gennaio a salire sul palco sono stati i musicisti dell’Associazione Alessandro Scarlatti di Napoli (Maria Grazia Schiavo – soprano, Maurizio Iaccarino– pianoforte).

 

Programma:


“Intorno a Giuseppe Tartini (1692-1770)”
Arcangelo Corelli
Sonata in re maggiore per violino e basso continuo op. 5 n. 1 (con le ornamentazioni originali di G. Tartini)

Antonio Vandini
Sonata in do maggiore per violoncello e basso continuo

Giuseppe Tartini
Sonata in la minore a violino solo “La mia Filli” B.a3

Francesco Maria Veracini
Sonata Accademica in re maggiore per violino e basso continuo op. 2 n. 12

 

14 concerti, 14 teatri, 14 scatti sono i protagonisti di Silenzio in Sala a Tempo di Musica e diventano il contenuto di azioni mirate di comunicazione e promozione a supporto degli artisti e del mondo della cultura.

“Come si fa a fotografare la musica? Immaginate un teatro fermo, immobile; immaginate il centro della scena, una luce sola che illumina il musicista ed il suo strumento; immaginate che inizi a suonare per un tempo determinato. Ora davanti a lui rivolto verso la platea c’è una macchina fotografica ed un fotografo, fermi immobili che per tutto il tempo della performance; a camera fissa viene scattata una sola fotografia.
Il risultato: un teatro immobile da una parte ed una figura in movimento dall’altra. In questo momento immobile la musica vive.” – Daniele Ratti