Drigo presenta
IL CANTO DELLA CREAZIONE
Con John De Leo e Francobeat Naddei
Spingersi nell’ignoto e tornare indietro con qualcosa di nuovo
La creazione di un’opera è per sua natura un processo solitario, silenzioso, privato. Sospeso nel vuoto e carico d’intensità: è esattamente questo il momento che va in scena nella performance.
Il Canto della Creazione non è l’esecuzione di un’opera finita, ma un rito collettivo che invita il pubblico a testimoniare l’atto creativo nel momento esatto in cui questo avviene. Nota su nota, segno su segno, colore su colore, questo spettacolo è un’avventura nell’ignoto, dove musica, racconti e i dipinti di Drigo nascono direttamente sul palco, in tempo reale e difronte allo spettatore.
Elogio dell’improvvisazione.
Per l’uomo che crea, l’improvvisazione è la forma più alta di presenza, il canale più diretto con l'inconscio. È il momento in cui la mano si muove prima che il cervello possa dire "non farlo”. Improvvisazione non è cane sciolto, ma preparazione al servizio dell’ispirazione. Per tutta la vita l’artista si prepara, in attesa di quel momento incantato, unico, fuggente e irripetibile, in cui l’ispirazione si presenta. E - annullato il pensiero - l’artista diventa antenna e strumento fra le mani di questa.
Condurre il pubblico dentro al processo creativo, questa è la sfida e questo è l’intento della performance Il Canto Della Creazione.
In un’epoca dominata dalla prevedibilità algoritmica, in cui ogni nostra scelta è spesso il riflesso di un calcolo probabilistico, l’improvvisazione emerge come l’ultimo, necessario atto di resistenza umana.
Ecco perché questo esercizio è oggi per noi più prezioso che mai.
Quello che vedrete stasera non accadrà mai più. Non con queste musiche, non con questi dipinti, non con questi esiti.
Drigo : Chitarra, voce, dipinti su tela
John De Leo : Voce, voce narrante
Francobeat : Manipolazione di suoni in tempo reale
Enrico "Drigo" Salvi E’ l'anima visionaria dei Negrita, un artista trasversale che fonde chitarra, scrittura e arti visive in un’unica estetica rock. Fondatore e architetto sonoro della band, Drigo declina il suo stile con un linguaggio musicale inconfondibile, ma è nella sinestesia che rivela il suo marchio di fabbrica. Attraverso il libro "Rock Notes" (Mondadori, 2006) e la produzione pittorica firmata Drigoartdsign, il musicista trasforma il suono in segno grafico. Le sue tele, caratterizzate da colori vibranti e linee "elettriche", ereditano l'urgenza dell'improvvisazione e la dinamica delle sue composizioni musicali: lo spazio bianco diventa silenzio, il tratto è corda che vibra, il colore saturo si fa distorsione. Ispirato dai grandi viaggi - personali e con la band - Drigo trasforma l'esperienza "on the road" in riff e immagini vivide ed essenziali, rendendo l'arte visiva un’estensione naturale della sua espressione. Un alchimista visionario capace di disegnare lo spazio tra suono e colore.
John De Leo Co-fondatore dei Quintorigo, è un’icona di originalità assoluta. La sua voce, utilizzata come un vero strumento polifonico, trascende i confini del genere per farsi pura avanguardia sonora. Dotato di una sensibilità artistica sorprendente, ha intrecciato il suo cammino con maestri come Franco Battiato, Ivano Fossati e Stewart Copeland. Ogni sua proposta è un labirinto d’invenzioni colte e talvolta ironiche, una sperimentazione continua che lo rende un unicum irripetibile: un surrealista del suono capace di trasformare il canto in un’esperienza sensoriale totale.
Francobeat Naddei Autore, musicista eclettico e ingegnere del suono, opera al confine tra tecnica e sperimentazione. Mente e braccio dell’Ondeleone Studio, la sua ricerca si concentra sulla manipolazione sonora in tempo reale, utilizzando elettronica e strumenti analogici per catturare, decostruire e rigenerare il suono proprio mentre esso viene emesso dal musicista. Questo approccio trasforma il flusso audio, generando a sua volta trame e atmosfere musicali in cui la sua consolle si fa strumento per una costante e simultanea indagine creativa.