Questa settimana i bibliotecari di Casa della Musica propongono al proprio pubblico la seguente selezione:
Proposta 1: La bacchetta di Peppe
A un anno dalla scomparsa (8 novembre 2025), il nostro omaggio a Peppe Vessicchio
- La musica fa crescere i pomodori: il suono, le piante e Mozart: la mia vita in ascolto dell'armonia naturale / Peppe Vessicchio; con Angelo Carotenuto
Nato dalle conversazioni con Angelo Carotenuto, è un saggio pop autobiografico ricco, profondo e divertente sul talento, sulla passione e la capacità di trasferirla, sulla cura, sugli effetti straordinari dell’armonia nelle nostre vite. “La musica non è solo stimolo cerebrale. La musica ha la capacità di entrare nel fondo di noi. Può parlare alle nostre cellule e con una parte di noi che non conosciamo. E quando gli armonici si combinano in modo naturale, l’equilibrio delle loro attrazioni è pacifico e ci dà benessere. Musica armonico-naturale, io la definisco così. Se tutte le cose che ci circondano avessero questo equilibrio, questa propria formidabile individualità all’interno di un insieme, ci troveremmo in una condizione ideale.” La scoperta della musica davanti alla porta (chiusa) della cameretta del fratello maggiore; i primi concerti, ai matrimoni, con il professore di latino; il cabaret con i Trettré nella Napoli fervida degli anni Settanta, quella della Smorfia di Massimo Troisi, quando ancora era uno studente di architettura (ma cos’è l’architettura se non musica congelata, diceva Goethe). E poi l’incontro con Gino Paoli, il primo Sanremo nel 1986 sotto la neve con Zucchero, il “pronti-partenza-via” con Elio e le Storie Tese dieci anni dopo, la partecipazione ad Amici di Maria De Filippi, fino all’hashtag diventato virale nei giorni del Festival 2016, #usciteVessicchio. Ma dal giorno in cui una goccia d’olio si stacca da una pizza mangiata fortunosamente in macchina e cade beffarda sui suoi pantaloni, Peppe Vessicchio ha iniziato a domandarsi se la musica fosse tutta lì. O se piuttosto non fosse giunto il momento di smontare il giocattolo per capirne il meccanismo; per realizzare fino a che punto può arrivare il suo potere benefico; per verificare se, considerato che le mucche del Wisconsin producono più latte ascoltando Mozart, tutti gli organismi viventi reagiscono positivamente quando gli armonici si combinano in modo naturale. Musica armonico-naturale, appunto.
- Bravo bravissimo! La musica di Mozart il fanciullo geniale / Peppe Vessicchio
Un racconto di quella volta in cui il prodigioso ragazzo dall'orecchio assoluto con un solo ascolto del Requiem riuscì a riprodurne la misteriosa partitura, tenuta sino ad allora nascosta dal Vaticano, ma non solo. Il linguaggio musicale e i suoi segreti vengono raccontati ai ragazzi attraverso l'opera e la vita di Mozart, fanciullo geniale: come la melodia sorregge i momenti salienti della storia e ne descrive i personaggi, coi loro drammi e le loro emozioni. O ancora, come ritmo, durata delle note e scelta degli strumenti musicali determinano il registro della scena (o dell'intera opera), rendendola drammatica, allegra o addirittura comica. La musica non è solo un commento, è proprio l'essenza dell'opera lirica. Un libro che avvicinerà i più giovani (e non solo) all'ascolto e alla cultura musicale, a firma di uno dei più amati e popolari direttori d'orchestra italiani. Età di lettura: da 10 anni.
Proposta 2: Dischi straordinari
Un viaggio nella storia del vinile: dalle edizioni più rare ai picture disc, dai dischi dalle forme più audaci alle copie pirata realizzate In Unione Sovietica su vecchie lastre radiografiche
- Extraordinary records / introduzione di Giorgio Moroder e Alessandro Benedetti
- Rëbra, musica sulle costole: ribellione musicale e subculture dietro la cortina di ferro / Cristina Giuntini
Il volume racconta come, nell’Unione Sovietica del dopoguerra, la censura e le restrizioni artistiche spinsero molti giovani a ribellarsi attraverso la musica. Negli anni della Guerra Fredda, ascoltare rock o jazz occidentale era vietato, ma un movimento clandestino trovò un modo ingegnoso per diffondere
quei suoni proibiti: incidere dischi illegali su vecchie lastre radiografiche, dette ‘rëbra’ (costole). Questi dischi, con immagini di ossa e con incise sopra le musiche di artisti occidentali - ma anche russi dissidenti- divennero simbolo di resistenza culturale e libertà. Parallelamente, nacquero gli stilyagi, giovani ribelli che sfidavano il conformismo socialista con moda colorata, jazz e rock, che trasformarono la ricerca di stile in atto politico. Il libro raccoglie molte storie intrecciate: inventori, musicisti, tecnici e appassionati che diedero vita a una vera cultura underground, fatta di scambi segreti, vinili artigianali e registrazioni nascoste. Tra le pagine troverete le storie di numerosi personaggi storici e culturali, e a tratti il racconto si mescola al romanzo, tra intrighi, gulag, successi e fallimenti. Con l’arrivo dei registratori a nastro, questa stagione sotterranea finì, ma la “musica sulle costole” rimase come simbolo eterno di ribellione e libertà artistica sotto la dittatura.
Proposta 3: La magia dell'autunno: prima parte (per i bambini)
Suoni, colori, giochi e scherzetti
- Scherzi d'autunno / Alessandro Montagnana
Un’insolita raffica di vento porta con sé non solo i primi segni dell’autunno, ma anche tante variopinte e svolazzanti… mutande! Che uso ne faranno gli animali del bosco? Un libro illustrato per imparare a guardare il mondo con curiosità e fantasia. Un racconto che mostra come le cose più semplici e inaspettate siano a volte le più belle e divertenti.
- Cece e Cice tra le foglie
Cece e Cice sono due bambini curiosi, furbetti e affettuosi. Si svegliano tardi, ignorando la sveglia che suona insistente. Poi, tra sbadigli e coccole, si affacciano alla finestra per scoprire che fuori fa freddo… e allora via, tè caldo e marmellata di limoni, gilet di lana e sciarpe a quadretti! Tra giochi con le pozzanghere e la felicità di tornare in casa al caldo e rimettersi il pigiama, Cece e Cice vivono la loro giornata fatta di piccoli gesti e grandi scoperte, con l’energia e la poesia delle cose semplici.
Libri della settimana: ultimi arrivi, classici e riscoperte
Novità in biblioteca
Collodi e la musica: fisiologia di un cronista musicale
a cura di Marco Capra
Prima di diventare l’autore di Pinocchio, Carlo Lorenzini — non ancora Carlo Collodi — fu per un decennio cronista e critico musicale, attivo tra Firenze e Milano su testate come «L’Italia musicale», «L’Arte» e «Lo Scaramuccia», di cui fu anche direttore. Questo volume raccoglie la sua intera produzione di argomento musicale tra il 1853 e il 1857, introdotta da un saggio di Marco Capra che ne ricostruisce il contesto storico e ne definisce i tratti peculiari. Attraverso cronache (immaginarie e non), corrispondenze, dialoghi, fisiologie e parodie, emerge un cronista di rara originalità stilistica, capace di piegare il resoconto di un concerto o di una prima teatrale al gusto per il ritratto caricaturale e per la digressione. Oggetto sono le grandi questioni musicali dell’epoca che attraversano pagine in cui il giudizio critico si intreccia sempre con l’ironia e il paradosso, divenendo invenzione letteraria. Un contributo prezioso agli studi collodiani e alla storia della critica musicale italiana, che restituisce un profilo finora poco esplorato dell’autore di Pinocchio, quello di testimone lucido e scanzonato della vita musicale del suo tempo.
Letture per piccoli lettori
La dodicesima notte
di William Shakespeare, nel racconto di Georghia Ellinas
"Io sono Feste il Matto e il mio lavoro è cantare, ballare e far ridere l’infelice contessa Olivia. La bella Viola ha fatto naufragio sulla nostra costa, si è travestita da giovanotto e si fa chiamare Cesario. Il duca Orsino, di cui è innamorata, le fa recapitare messaggi d’amore alla mia padrona Olivia, che a sua volta la crede un paggio e ha perso la testa per lei... Che pasticcio! Insomma, in questa storia sono tutti matti, tranne me!".
Età di lettura: da 5 anni.
La biblioteca consiglia...
Sullo stile tardo
di Edward W. Said
«Mi concentrerò su alcuni grandi artisti e sul modo in cui, alla fine della vita, la loro opera e il loro pensiero abbiano acquisito un nuovo linguaggio che vorrei definire stile tardo.» Edward Said descriveva così il progetto al quale aveva dedicato oltre vent'anni di studio, diversi cicli di conferenze e lezioni universitarie, e che lo impegnava ancora al momento della morte. Adorno, Beethoven, Richard Strauss, Benjamin Britten, Tomasi di Lampedusa, Luchino Visconti, Glenn Gould, Jean Genet, come pure Mozart, Euripide, Kavafis, Thomas Mann. Nelle loro ultime prove - a differenza di quanto accade, per esempio, con Rembrandt, Matisse, Sofocle, Shakespeare, Verdi - non sì avverte una pacifica risoluzione delle contraddizioni, una serena compiutezza, bensì «intransigenza», «difficoltà», «disgregazione», a tratti una «feroce militanza contro il proprio tempo», un anacronismo perseguito con ostinazione. È proprio questa «tardività inconciliata» ad attrarre maggiormente l'interesse di Said, che la esplora in quanto cifra stilistica più che per le implicazioni biografiche e autobiografiche, alle quali pure non era e non poteva essere insensibile, non da ultimo per la consapevolezza della propria malattia e dunque della mancanza di tempo. Lo scandaglio critico insiste sul linguaggio con cui il tema viene declinato nelle opere originali e, in alcuni casi privilegiati, nelle riletture e riscritture successive, talvolta realizzate con mezzi differenti. Tra gli esempi più articolati e ricchi di sfaccettature, la traduzione filmica del Gattopardo da parte di Visconti o quella operistica della Morte a Venezia da parte di Britten. Un libro che può essere considerato il capolavoro dello «stile tardo» dello stesso Said: un suggello alla sua vita, al suo impegno, al suo lavoro.
Per il prestito è necessario contattare la biblioteca, scrivendo a biblioteca@lacasadellamusica.it oppure telefonando al numero 0521/031174.