Nell’ambito dell’iniziativa Un anno per Pia Pera, il 10 aprile a partire dalle ore 10,00, nella Casa della Musica di Parma (Piazzale San Francesco 1) si terrà il Convegno Apprendista di felicità: scrittura, traduzione, storia e ambiente nell’opera di Pia Pera.
Il Convegno è organizzato dall’Associazione Pia Pera Orti di Pace e dall’Università di Parma in collaborazione con il suo Orto Botanico.
In occasione del decimo anniversario della pubblicazione del libro Al giardino ancora non l’ho detto di Pia Pera, che coincide con l’anno in cui la scrittrice avrebbe compiuto il suo settantesimo compleanno, le case editrici Ponte alle Grazie e Salani, Emanuela Rosa-Clot direttrice di Gardenia, insieme a Mariagrazia Mazzitelli e Marco Vigevani, eredi della proprietà intellettuale dell’autrice e fondatori dell’Associazione Pia Pera Orti di Pace, con Cristina Palomba editor di Ponte alle Grazie, che ha seguito l’opera di Pia sin dagli inizi, hanno deciso di ricordare e celebrare la grande intellettuale lucchese, dando vita a Un anno per Pia Pera.
L’iniziativa comprenderà una serie di eventi e attività che partiranno da fine febbraio 2026 e andranno avanti per tutto l’anno con un articolato programma. Un anno per Pia Pera sarà un modo per celebrare una delle voci più originali e irregolari della letteratura italiana contemporanea, creare momenti di memoria attiva e ricordare la sua voce attraverso convegni, incontri, riflessioni e riletture della sua opera, affinché il suo pensiero continui a circolare, a interrogare, a nutrire.
“A dieci anni dalla scomparsa di Pia Pera ci rendiamo conto di quanto fosse visionario il suo pensiero, che mette il rapporto con la natura al centro dell’esistenza. E di come sia attuale e importante ritornarci in tempi di cambiamenti feroci come questi. Scrittrice, giardiniera, amica mi ha insegnato che il giardino è il luogo privilegiato dove coltivare la pace. Con sé stessi e con il mondo” afferma Emanuela Rosa-Clot.
Pia Pera, scrittrice e slavista, femminista ante litteram e donna di giardino, ha attraversato la letteratura con uno sguardo libero, fatto di rigore e delicatezza, pensiero e corpo, parola e paesaggio. La sua opera ha osservato il mondo con attenzione e cura proponendosi di accettare la trasformazione come parte essenziale della vita stessa.
“Nei sessant’anni della sua vita libera e intensa, Pia Pera ha esercitato un numero notevole di talenti, sempre tuffandosi senza risparmio nel nuovo esperimento, sempre facendo le cose nell’unica maniera in cui vale la pena di farle: come se fossero le ultime che facciamo” ha scritto Emanuele Trevi nella prefazione de Il diario di Lo.
Ricordare Pia Pera oggi significa riaffermare il valore di una letteratura in grado di unire etica ed estetica, intimità e visione, fragilità e resistenza, gioia e stupore. Una letteratura che, come il suo giardino, continua a fiorire nel tempo.
Si ringraziano Jean Blanchaert, Stefano Faravelli e Sofia Paravicini per la creatività e le immagini.
Il logo dell'iniziativa è disegnato da The World of Dot.