Joe Barbieri – chitarra classica, voce
Nico Di Battista – DB guitar
Oscar Montalbano – chitarra manouche
Joe Barbieri (Napoli, 1973) è un’affascinante anomalia nel panorama musicale italiano. Dopo un apprendistato alla corte di Pino Daniele (che ne è stato il primo produttore e che lo considerava il suo erede naturale), Barbieri pubblica il suo primo album da leader nel 2004 (In parole povere): un caleidoscopio di world music, jazz e della più nobile tradizione cantautorale. Questo mix stilistico gli ha permesso di collaborare con i più rappresentativi artisti di ciascuno di questi ambiti, da Omara Portuondo a Jaques Morelenbaum, Hamilton de Holanda, Stacey Kent….
La sua discografia è arrivata a una decina di titoli e nel 2023 Barbieri ha celebrato i trent’anni di carriera con una lunga tournée. Sorpassato questo traguardo, ha subito guardato al futuro con Vulío (2024), un viaggio appassionato e personale nell’intramontabile repertorio della canzone classica napoletana. Un tesoro musicale al quale, da partenopeo doc, Barbieri si sente ovviamente legato, ma che aveva sempre considerato pressoché intoccabile, come un totem della tradizione canora della sua terra.
«Chi mi conosce sa quanto rispettoso pudore nutro nei confronti della canzone classica napoletana», racconta l’artista. «Un pudore che negli anni mi ha portato spesso a desistere dal toccare questo scrigno. Tuttavia, dentro di me ha sempre bruciato il “vulío”, una parola della mia lingua madre che significa “desiderio”. Oggi che ben comprendo quanto nella vita sia importante lasciarsi andare ai gesti d’amore, per non accumulare inutili e tardivi rimpianti, ho sentito fosse arrivato il momento di rendere un dovuto e libero omaggio a Napoli».